Pensieri Scomposti – Parte Prima
“La sfiga ci vede benissimo ma…”

Prefazione:
“Caffè! Grazie…
Come crearsi un alibi per qualcosa che non hai commesso o che non commetterai mai…”

Se qualcosa può andare male, lo farà.
Almeno questo è quanto dice la legge di Murphy e legandosi anche al terzo corollario della stessa legge, se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo. Non è straordinario? Consoliamoci, però, dal fatto che niente va mai così male che non possa andare peggio, ma è anche vero che, lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio. Irrita il fatto che qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo, ma quello che mi fa più incazzare è che se qualcosa va male davvero, c’è sempre qualcuno che l’aveva detto.

Non credo nel destino. Non ci credo per il semplice fatto che non accetto l’idea che qualcuno o qualcosa decida al posto mio. Non riuscirei a vivere in un mondo che è già in qualche modo scritto. Amo invece pensare che quello che si muove attorno e dentro di me sia frutto della mia esibizione nel mondo, anche se a volte è solo un’immaginazione, una proiezione distorta di ciò che vorrei essere ora, ma che non sarò domani, perché sarò già cambiato. Destino: il susseguirsi degli eventi considerato come predeterminato da una forza superiore alla volontà e al potere umani. Etimologicamente derivazione di “destinazione” quindi destino è anche una sorta di recapito, per esempio un porto di destino, quello al quale è destinata una nave. Quella stessa nave che io sto portando a destinazione…però. Il destino ci ha fatti incontrare, magari su quella stessa nave, ma saremo noi a decidere quale sarà il nostro porto di destino, non credi? Adoro pensare che qualcuno decida per me chi e cosa incontrare, è una fatica in meno, ma poi al resto ci penso io, grazie.
Pensa a dove stiamo andando noi due, alle parole che ci scambiamo senza tenere conto chi ne ha date di più e chi ne ha ricevute di meno, alle piccole e banali esperienze che condividiamo anche quando stiamo in silenzio. Pensa ad una corsa in macchina, pensa ad una canzone cantata assieme, pensa ad un grido lacerante che suscita ilarità devastante, pensa ad un vocabolario per cercare la definizione di ilarità magari, pensa ad un bel ragazzo che ti passa a fianco in un bar della via principale di Jesolo, oppure pensa semplicemente ad un grande orso bianco che muove la testa dentro un negozio di giocattoli. Ecco, pensa a tutte queste cose che riguardano noi, e poi riflettile su qualcuno altro, o su una folla di gente con cui condividi esperienze, e grida, grida forte se tutto questo non ti basta veramente…, oppure chiudi gli occhi ed esci dal tuo corpo…e guardati sorridere.
Credi che tutto questo sia già stato predestinato? Credi che le serate passate sul mio divano sia tutte già scritte? …non lo credo, non lo credo proprio, perché altrimenti sarebbe come tornare a casa da un lungo viaggio e ad ancora 200Km da casa trovarsi un cartello in autostrada con su scritto: “ Se abitassi qui, saresti arrivato”.

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lui al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stessa, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro…

…anche le mie…

Una volta in un viaggio in aereo non appena la hostess mi servì il caffè, l’aereo incontrò una turbolenza, capii che la causa delle turbolenze in alta quota era il caffè. Spesso la causa di ciò che ci accade coincide con quello che vogliamo credere che sia esattamente…, ma non commettiamo l’errore di pensare che sia sbagliata, qualunque essa sia.

C’è qualcuno che sa ridere anche quando le cose vanno male, ma penso che sia solo perché sa a chi dare la colpa. Io non rido mai quando le cose vanno male, ma cerco solo di alzare la testa e guardare avanti. Spesso ci riesco anche se a volte non in modo così totale, ma non smetto mai di crederci…, almeno non fino ad oggi. Le cose come le persone possono avere degli influssi negativi e positivi nella nei nostri confronti, almeno io lo sento ed a un certo punto della mia vita ho cercato di eliminare dapprima tutte le cose, attività che mi si è rivelata alquanto semplice, proseguendo poi con eliminare tutte quelle persone che di certo potevano avere un influsso negativo verso di me.
Certo, questo è stato un tanto più operoso come lavoro, ma in certi versi alquanto divertente. Ho passato un anno della mia vita a riflettere su tante cose e su tante persone, sul perché era così e sul come poteva essere se e ma…ecc… Mi risulta piuttosto difficile descrivere il periodo che ho trascorso, posso solo dire che mi ero rinchiuso in un isolamento quasi monacale che mi ha indotto a tagliare quasi la totalità dei rapporti sociali che a quel tempo avevo. Sorrido nel pensare che effettivamente io lo ritengo ancora un bel periodo, semplicemente perché mi ha permesso di capire molte cose e mi ha concesso il beneficio di crescere dentro e quando è stato il momento di uscire, beh è come mi fossi alzato dal divano scrollandomi di dosso la coperta che mi scaldava, spegnessi la tv che perennemente era accesa, e chiudendomi la porta di casa alle spalle me ne sono andato a fare la spesa per riempire di nuovo il frigo. E’ stata la cosa più bella che avessi mai potuto fare, e tutto questo, anche se magari ti potrebbe sembrare strano, mi ha permesso di conoscere anche te…, e questa è di certo stata una bella cosa, no?!?
Come vedi il fatto è legato a ciò che adesso mi circonda e a ciò che adesso voglio e faccio e dico e vedo e scrivo e sento e canto e grido e piango e sorrido e amo…

Il posto dove sono credo di certo di avermelo cercato, ed in parte guadagnato…, perché credo che il sentiero per la felicità sia molto lungo, anzi no, credo che il sentiero non esista, sono convinto invece che il sentiero stesso sia la felicità. Devo ammettere che camminare mi piace.

Facciamo un gioco. Da domani ogni mattina fai una cosa: scrivi le prime tre cose che ti passano per la testa appena ti svegli, e continua a scriverle su un foglio per almeno un paio di settimane a seguire, ma non leggere quelle dei giorni precedenti, fallo solamente alla fine delle due settimane. Il risultato potrà essere divertente, vedrai, e magari potrebbe anche illuminarti o farti capire delle cose …chissà. Beh non garantisco sul risultato, ma se hai bisogno di aiuto, alla fine, beh se mi vuoi fammi un fischio. Sai fischiare no?
Le condizioni sono che non devi pensarci troppo, devono essere le prime che ti saltano in testa, possano essere anche solo banali e futili riflessioni, perché vedrai che non lo saranno…

Lascia correre il tempo, ma non permettergli di rubarti dei momenti che non potrebbero tornare mai più. Ogni attimo, bello o brutto che sia, lo hai vissuto per diventare quello che sei adesso…, e ci sono momenti in cui quello che sei mi piace moltissimo.

L’acqua, la vita, il tempo, la memoria, tutto scorre in un movimento continuo e infinito come la sequenza di immagini attraverso il finestrino di un treno. Ma è il fluire delle immagini che evoca il ricordo o è la mente che si lascia trasportare dall’onda lunga della memoria? Tutto ciò è fotografato nell’essenza del pensiero di Eraclito:

“ciò che siamo in questo momento non è più ciò che eravamo e non è ancora quello che saremo…”

La sfiga ci vede benissimo? Meglio, sarà più divertente fargli vedere quanto sono fortunato ad avere quello che ho, ma soprattutto ad essere quello che sono…

[author] [author_info]da “Sono Solo Parole” Frammenti di memorie di Nicola Fravero[/author_info] [/author]